lunedì 19 maggio 2008

La memoria: la peggior nemica di Veltrusconi

Guardate il video. Sono passati 5 anni da questi dichiarazioni sconvolgenti , ma assai poco è cambiato. Berlusconi è sempre Presidente del Consiglio e il conflitto d'interessi che lo riguarda ancora non è stato risolto.
Riconoscete il deputato che parla? È Luciano Violante, lo stesso che nel '96, in qualità di presidente della Camera dei deputati, affermò: "Bisogna sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per cui migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto si schierarono dalla parte di Salò e non di quella dei diritti e delle libertà". Ieri dovevamo capire chi collaborò con i nazisti, oggi dobbiamo dialogare con Berlusconi e con la Lega, cioè con chi rispettivamente ci ha definito "coglioni" e chi brucia i tricolori in piazza al grido di "Padania libera". Io dico BASTA, non ne posso davvero più di questa gente. Di solito chi perde le elezioni va a casa. Gli attuali piddini da 14 anni consegnano di continuo il paese a Berlusconi, ma alla loro casa preferiscono le poltrone comode del parlamento.
Pochi giorni fa, riguardo alle dichiarazioni di Travaglio su Schifani, Violante ha fieramente commentato: "Non condivido quel modo di fare giornalismo, permanente pettegolezzo. Non guardo mai Annozero e mi chiedo: cosa c’entrano con la sinistra Santoro e Travaglio?" Io in realtà mi chiede da un bel pò di tempo cosa centra Violante con la sinistra. Anzi, cosa centra l'intero PD con la sinistra.
BASTA! Svegliamoci da questo sonno! Teniamo viva la nostra memoria! LA MEMORIA È LA LORO PEGGIOR NEMICA!

domenica 18 maggio 2008

IO NON DIMENTICO!!



Secondo il PD ora bisognerebbe dialogare con quest'uomo. Guarda il video e non dimenticare nulla. La memoria è la loro peggior nemica.

venerdì 16 maggio 2008

10, 100, 1000 MARCO TRAVAGLIO!!

Era ora! Finalmente qualcuno zittisce i leghisti. Altro che buonismo veltroniano o dialogo di Fassino con "ciò che la Lega esprime".... OPPOSIZIONE DURA!!

10, 100, 1000 MARCO TRAVAGLIO!!

giovedì 15 maggio 2008

Spagnoli strana gente



Stamattina mi trovavo all'ospedale di Ancona, per svolgere come ogni mattina il tirocinio pratico per diventare tecnico di radiologia medica. A metà mattinata chiamo, per fare un esame alla mano, il numero 360. Guardo prima il nome, e noto che è un nome spagnolo. Infatti si presenta un ragazzo di cui, appena apre bocca, si nota subito la cadenza straniera. Ha un pò di barba, la kefya al collo e una maglia rossa. Chissà perchè mi resta subito simpatico.... Eseguo l'esame e una volta finito gli consegno l'impegnativa e gli dico che con quella deve andare a pagare il ticket. E qui succede un fatto strano. Prende l'impegnativa in mano, ma mi guarda come se gli avessi detto che Cristo è morto di freddo. "Non ha capito, è straniero" penso, e in modo molto più lento gli ripeto: "Con questa vai alla cassa e paghi il ticket". Fa finta di aver capito, ma in realtà noto che è ancora molto perplesso. Allora gli domando: "In Spagna non dovete pagare il ticket per i servizi ospedialieri?""No" - mi risponde-"in Spagna sono gratuiti, paga tutto lo stato". Rimango di merda. Umiliato gli dico: " Fortuna voi che avete Zapatero, questo è merito suo....". Si mette a ridere, e alla mia proposta di fare a scambio con Berlusconi mi risponde con un secco no, senza esitare, ridendo ancora di più. Strana gente questi spagnoli, preferiscono un giovane premier laico e progressista ad un vecchio piduista e mafioso. Valli un pò a capire...

P.S: Io mi accontenterei perfino di Sarkozy. Pensate un pò come sono ridotto....

martedì 13 maggio 2008

Caro Brunetta, eccoli i veri fannulloni!


A pochi giorni dal suo insediamento, il neoministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sembra aver pienamente preso coscienza del proprio ruolo e sembra aver già uno spirito guerriero degno del miglior padano; forse la vicinanza con gente del calibro di Maroni o Calderoli ha dato i suoi frutti. Nel discorso d'inaugurazione del Forum della P.A. alla Fiera di Roma il neoministro ha infatti fieramente tuonato: "I dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati.(...) Colpirne uno per educarne cento. Chi non lavora non deve mangiare, il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private". Bene - mi sono detto - se un politico tuona certe dichiarazioni, di sicuro i politici in passato sono stati i primi a dare esempio di correttezza. Mi sbagliavo. I dati delle presenze dei parlamentari delle due camere, infatti, dimostrano esattamente il contrario. Eccoli qua(clicca).

Primo dato che balza all'occhio è che Silvio Berlusconi, presidente operaio eletto per la quarta volta e amico del cuore di Marcello Dell'utri e di Vittorio Mangano (bisogna sempre ricordarlo questo...), è al primo posto nell'assenteismo alla Camera, con un faraonico 98,5% di assenze. Seguono a ruota vari loschi personaggi, tra i quali spiccano i nomi dell'intramontabile Piero Fassino (appena iniziata per lui la quinta legislatura), dei leccaculo professionisti Fabrizio Cicchitto e Sandro Bondi, del craxiano mai pentito Enrico Boselli e dell'ormai leggendario Cirino Pomicino.

Interessantissima anche la rivelazione delle presenze al Senato. Al primo posto, con il 41% di assenze, troviamo Marcello dell'utri (proprio lui!), seguito a debita distanza da personaggi famosi per le più svariate avventure, come Domenico Nania (una gioventù da squadrista fascista) e Sergio De Gregorio (un vero talento nel fare il voltagabbana). Al 12° posto, con il 32% di assenze, troviamo incredibilmente il neopresidente del Senato Renato Schifani. Proprio lui! Proprio il leccaculo prediletto di Berlusconi che in poche settimane è diventato per il centro-centro-"sinistra" un santo intoccabile. Ad accusarlo è rimasto solo il bolscevico Travaglio.

Qundi, caro ministro Brunetta, analizzando tutto ciò una domanda mi sorge spontanea: nel licenziare tutti i fannulloni, inizierà forse dai suoi colleghi parlamentari, dipendenti statali pagati migliaia e migliaia di euro??
Chissà perchè, vedendo il nome del leader dell'assenteismo alla camera, la risposta credo di conoscerla già.

lunedì 12 maggio 2008

I miracoli di Silvio



IERI...







OGGI...




Ricordo a tutti che questi uomini hanno promesso di rendere grande l'Italia(e la Padania....). Visto la loro coerenza, non vedo perchè non ci dobbiamo fidare di loro....

SI SALVI CHI PUÒ!!

domenica 11 maggio 2008

Alemanno colpito dalla Veltronite



Ho una mia opinione: la poltrona del sindaco di Roma è riservata ai rinnegati. Ci deve essere scritto da qualche parte nel Campidoglio. Il perchè di tale mia convinzione?
Vi ricordate la famosa intervista di Veltroni rilasciata nel 1999 al quotidiano "La Stampa"? In tale occasione il buon Walter disse una frase secondo me inqualificabile:"«Si poteva stare nel Pci senza essere comunisti. Era possibile, per me è stato così». Oggi, a 9 anni di distanza dal suo predecessore alla carica di sindaco di Roma, ecco il camerata Alemanno seguire le orme del maestro con un altra inqualificabile dichiarazione:"Mai stato fascista, ma il fascismo modernizzò l'Italia". Il buon Ganni ha copiato da Walter perfino il recente vizio del "ma anche". Perlomeno Veltroni nel '99 era stato irremovibile, definendo il comunismo "inconciliabile con la libertà", punto.
Bisogna proprio bonificare il Campidoglio. È una zona infestata dalla Veltronite, detta anche "morbo del rinnegato"....

venerdì 9 maggio 2008

Peppino Impastato: un eroe italiano

''Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!''. - dal film "I Cento Passi"

Trent'anni fa moriva Peppino Impastato. Ucciso dalla mafia, rapito, pestato, legato e poi fatto saltare col tritolo sui binari del treno. Peppino moriva a Cinisi(PA) mentre a Roma, in via Caetani, i riflettori erano tutti puntati su una Renault 4 rossa e contenente il cadavere di Aldo Moro.
Figlio di un boss mafioso, Peppino si accorse sin da bambino del potere che la mafia esercitava sulla sua terra, e grazie all'amicizia di un pittore comunista conosciuto nella tenera infanzia, cominciò a conoscere il bel sapore dell'onestà, della giustizia, della moralità. Si ribellò alla piovra mafiosa e, una volta morto il padre, pagò il suo coraggio con la vita.
Oggi a Palermo seimila persone in corteo hanno ricordato la sua figura. Un bel segnale, una bella risposta a chi come Silvio Berlusconi considera Vittorio Mangano un eroe. NO! Peppino impastato è un eroe!
La mafia oggi ha ancora un grande potere e una grande influenza, ma come diceva Giovanni Falcone:" Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine."
NON CI ARRENDEREMO MAI!

mercoledì 7 maggio 2008

Io sto con Marco Travaglio


Visitando il sito http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/ ho letto un interessante post di Marco Travaglio sulla disfatta della "sinistra" alle elezioni. Condivido pienamente quello che ha scritto, così ho deciso di trascriverlo qui. Ecco a voi:

" Che fare? Anzitutto trasformare in migliaia di mega-poster la foto del Politburo del Pd che circondava Walter Veltroni la sera della sconfitta: lì ci sono tutti i responsabili della disfatta che ha riconsegnato l’Italia a Berlusconi per la terza volta in 15 anni. Perché quello del 13-14 aprile non è stato un buon risultato in condizioni difficili, una mezza vittoria, un ottimo punto di partenza, una prova di aver avuto ragione: è stato una disfatta. Dunque sarà bene affiggere in tutte le sedi del Pd il poster del Politburo dei perdenti stretti intorno a Walterloo. A imperitura memoria. Così il militante, appena vedrà avvicinarsi D’Alema, Latorre e Fassino ansiosi di “dare un contributo”, li metterà subito alla porta al grido “Unipol, Unipol”. Loro capiranno, avendo contribuito, con le loro telefonate intercettate con Giovanni Consorte e Stefano Ricucci, a far perdere al Pd decine di migliaia di voti di gente perbene che detesta i conflitti d’interessi anche se non riguardano Berlusconi, anzi soprattutto se riguardano la sinistra o presunta tale.

Appena entrerà Anna Finocchiaro, quella che due anni fa si sentiva pronta a sacrificarsi per il Quirinale e che, dopo aver trascinato i Ds all’esaltante percentuale del 5 per cento nella sua Catania, è stata premiata con la candidatura a governatore di Sicilia scalzando Rita Borsellino e riuscendo a prendere 15 punti in meno di lei, verrà accompagnata all’uscita, con l’auspicio che non si faccia mai più rivedere. Se invece dovesse giungere il giovane vecchio Enrico Letta, sarà opportuno domandargli perché nel 2006 abbia chiesto all’Avvocatura dello Stato di difendere la legge Gasparri dinanzi alla Corte europea di giustizia di Lussemburgo contro le legittime pretese di Francesco Di Stefano, che dal 1999 attende le frequenze per accendere Europa7 dallo Stato che gli ha assegnato regolare concessione a trasmettere. Nel caso in cui si presentasse Paolo Gentiloni e fosse sveglio, domandargli perché abbia accettato senza fiatare l’insabbiamento della sua legge sul tetto antitrust per la pubblicità televisiva e di quella che avrebbe spoliticizzato almeno un po’ la Rai, e per giunta non abbia mai provveduto ad assegnare le frequenze a Europa7. A casa anche Livia Turco e Pierluigi Bersani, tanto impopolari tra la gente quanto adorati dai tenutari di salotti televisivi. Inutile precisare dove andranno spediti Colaninno jr., Calearo, Marianna Madia, Daniela Cardinale, Mirello Crisafulli e gli altri candidati inutili o indecenti del Pd. Casomai, infine, si affacciasse all’uscio Uòlter Veltroni e chiamasse ancora Berlusconi “il principale leader dello schieramento avversario”, sarà bene interromperlo, prima che finisca la frase, con un’esclamazione a piacere. E poi regalargli un biglietto per gli Stati Uniti, affinchè possa seguire la campagna elettorale americana e rendersi conto di come Obama tratta Hillary, di come Hillary tratta Obama, e di come Hillary e Obama trattano Mc Cain, e viceversa.

Il Pd avrà un senso e un futuro soltanto se sparirà per sempre dalla circolazione chi da vent’anni predica, all’indomani delle elezioni perse, che “bisogna saper parlare al Nord”, ma non ci è mai riuscito in vita sua, e intanto si è persi per strada anche il Sud e una bella fetta del Centro. Chi ha collezionato soltanto fiaschi, ma il giorno dopo le elezioni va in tv a spiegare agli altri come si vince. Chi ha scaricato due volte Romano Prodi, il quale aveva il grave torto di aver battuto, due volte su due, Silvio Berlusconi. Chi pensa sia giusto che Prodi, avendo battuto due volte Berlusconi, se ne resti a casa, e chi ha sempre perso con Berlusconi rimanga al suo posto. A preparare la prossima sconfitta... "

Caro Marco....SEI DAVVERO UN GRANDE!

lunedì 5 maggio 2008

Un saluto a pugno chiuso


Troppo spesso e da troppe persone sento dire ormai che il "saluto a pugno chiuso" sia un gesto da evitare, estremista e fanatico . Io non sono d'accordo. E non lo sono non perchè io sia un fanatico, un nostalgico della falce e martello, un conservatore, un antagonista... non lo sono perchè io sono di sinistra e credo fortemente nella realizzazione, tramite riforme, di una società socialista, totalmente opposta all'attuale modello di società capitalista che ancora costringe gran parte dell'umanità alla fame e all'umiliazione.
Il pugno chiuso non ha niente a che vedere con le dittature che hanno insanguinato il secolo scorso. Anzi, esso nasce proprio nella Germania nazista, in contrapposizione al saluto a braccio teso dei nazisti, diventando poi simbolo della lotta operaia, pacifista e antifascista in tutto il mondo. Il pugno è un simbolo di unità e di solidarietà, come risultato di dita, ciascuna delle quali deboli, che si uniscono per creare qualcosa di potente. Le dita rappresentano le divisioni degli sfruttati, che, se superate, creano tutte insieme uno strumento forte e potente come un pugno.
Il pugno chiuso rappresenta quindi la solidarietà, l'unità, la lotta contro le ingiustizie in qualunque parte del mondo. Il pugno chiuso rappresenta il concetto stesso di sinistra.
UN SALUTO A PUGNO CHIUSO A TUTTI!!

sabato 3 maggio 2008

Verona e l'odio che avanza

Riporto con dispiacere una notizia ANSA comparsa ieri riguardante un allarmante fatto successo ieri a Verona:

" (ANSA) - VERONA, 2 MAG - E' ricoverato in stato di coma un giovane veronese rimasto vittima di un pestaggio avvenuto in citta' la notte del primo maggio. I medici di terapia intensiva dell'ospedale di borgo Trento temono per la vita di Nicola Tommasola, 29 anni, disegnatore in un'officina meccanica, aggredito da un gruppo di cinque persone, italiani non ancora identificati, mentre era in compagnia di tre amici. Spinto a terra, Tommasola e' stato raggiunto da una lunga serie di calci al volto e alla testa."

Caro sindaco Tosi, grande estimatore della cosiddetta "Tolleranza Zero" verso gli immigrati criminali e stupratori, cosa intende fare ora? Organizzerà delle ronde padane per questi italianissimi delinquenti??

Questo è solo l'inizio. Con questa gente al governo ne vedremo delle belle. Anzi, delle brutte....

giovedì 1 maggio 2008

"Però uccidono il mio corpo non l'idea che c'è in me"


Ecco l'ultima lettera scritta prima di morire dal partigiano Bruno Frittaion. Per non dimenticare. MAI!



Bruno Frittaion (Attilio) 19 anni, studente, nato a San Daniele del Friuli (UD) il 13 ottobre 1925. Sin dal 1939 si dedica alla costituzione delle prime cellule comuniste nella zona di San Daniele; studente del III corso di avviamento professionale, dopo l'8 settembre abbandona la scuola unendosi alle formazioni partigiane operanti nella zona e prende parte a tutte le azioni del Battaglione "Písacane", Brigata "Tagliamento"; poi diviene vice-commissario di Distaccamento del Battaglione "Silvio Pellíco". Catturato il 15 dicembre 1944 da SS italiane, in seguito a delazione, mentre con il compagno Adriano Carlon si trova nella casa di uno zio a predisporre i mezzi per una imminente azione, è tradotto nelle carceri di Udine ed è più volte torturato. Processato il 22 gennaio 1945 dal Tribunale Militare Territoriale tedesco di Udine, viene fucilato il 1° febbraio nei pressi dei cimitero di Tarcento (UD), con Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Pietro Zanier.


31 gennaio 1945

Edda, voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l'idea che c'è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l'idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell'amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.

Addio Edda


Tratta dal sito http://www.carnialibera1944.it/index.htm